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L'ennesima strage vigliacca in uno dei tanti momenti di tensione sociale che hanno contraddistinto la storia del nostro Paese. 

Guarda caso.

Sono state dette tante cose. Con Pasolini ci ritroviamo, dopo quasi quarant'anni, a dire Io so (leggi tutto l'eccezionale recitativo civile del 14 novembre 1974 su Restiamo Umani, cliccando QUI). Poi seguiranno manifestazioni e mobilitazioni, indispensabili, ci siamo anche lì.

Noi però continuiamo a pensare che è meglio prevenire piuttosto che curare. Per questo, per capire oggi chi sono i mostri di domani, vi invitiamo ancora più numerosi all'iniziativa con Ambrosoli e Giulio Cavalli di martedì 22.

 
 
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Appuntamento importante quello di martedì 22 maggio. Il figlio di una delle persone che hanno pagato con la vita le proprie scelte e la propria fedeltà allo Stato, Umberto Ambrosoli, intervista Giulio Cavalli, autore teatrale, studioso e conoscitore delle consorterie nostrane variamente raggruppate sotto il termine di mafia e da ultimo Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà.

L'intervista parte dalla storia di uno dei personaggi che più hanno segnato la storia d'Italia dal dopoguerra in poi: Giulio Andreotti. A lui e ai suoi rapporti con la mafia (e per analogia i rapporti dello Stato con la mafia) è dedicato infatti l'ultimo libro di Cavalli: L'innocenza di Giulio

Un libro che sarebbe però sbagliato intendere come storico, la storia di Andreotti è infatti una saga quanto mai attuale sia per il ruolo svolto nella preparazione di un clima politico poi sfociato nella seconda Repubblica sia per la sopravvivenza oggi dell'Andreottismo inteso come l'insieme di tutti quei meccanismi, coperture e storture che quella vicenda resero possibile e impunibile.

“Voglio conoscere Giulio Andreotti per riconoscere i nuovi Andreotti” (dall'introduzione del libro)

 
 
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Eccezionale riuscita per l'appuntamento melegnanese di Nichi Vendola, a sostegno della candidatura di Pietro Mezzi. Un intervento lungo e coinvolgente, apprezzato da un pubblico davvero da grandi occasioni. 
Vi promettiamo appena possibile il video completo.
Per ora accontentatevi (si fa per dire) delle fotografie, cliccando sull'immagine qui a fianco.

 
 
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Un anno è tanto, un anno è poco, è cambiato tutto e non è cambiato niente... Un ricordo di Vittorio Arrigoni a un anno dal suo omicidio.

Leggilo in Restiamo Umani.

 
 
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L'Amministrazione Lorenzano ha lasciato soli i cittadini che vantano  un credito verso Genia e che finora si sono trovati in mano solo il decreto di fallimento della società. La famosa bolletta a credito non è mai arrivata, lo "sportello creditori" che avevamo proposto  e rilanciato con la nostra iniziativa pubblica non è ancora stato attivato, i tempi si allunano ancora in attesa della fantomatica "ridefinizione dei crediti". 

Proviamo ad aiutarvi costituirvi come creditori nel fallimento...
Clicca QUI o sull'immagine a fianco per leggere tutte le istruzioni.

 
 
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Che Umberto Bossi non fosse immune dal vizietto della politica è cosa nota e provata, negata solo dagli ipocriti o da chi è in malafede. Condannato al Processo Enimont nel 1995 per una tangente da 200 milioni (sempre il 200 che ritorna...) la sentenza fu definitivamente confermata in Cassazione nel 1998. Altro che "onore delle armi" al leader che lascia, come sostengono oggi non pochi editoriali e menti raffinate e interessate nostrane.
In un paese normale sarebbe ampiamente bastato questo (con buona pace degli scandalizzati caporali e dell'integerrima base leghista) per chiudere una carriera politica della quale nessuno avrebbe avvertito la mancanza, se non forse gli sfegatati del celodurismo così pronti al cannoneggiamento degli inermi e così distratti verso i malversatori, di qualunque sponda politica (basti dire l'indecente sostegno di questi anni al nemico "mafioso" di sempre, Silvio Berlusconi).
Gli ultimi accadimenti, sino alle attuali dimissioni di Bossi, dimostrano invece un fatto politico acclarato ma, anche qui, colpevolmente dimenticato: la Lega non ha mai rappresentato una prospettiva politica se non nuova almeno innovativa, ha semplicemente svivacchiato coltivando i mal di pancia più deteriori di un popolo bue scandalosamente prono e disponibile a farsela raccontare, alla perenne ricerca del ducetto del quartierino pur di non mettere energie e tempo nell'occuparsi di qualcosa che andasse oltre il proprio ristretto orizzonte. 
Solo così si spiegano le imbarazzanti amnesie quali quella ricordata in apertura, o lo iato tra i titoli della Padania del 1998 con l'attacco al "mafioso" Berlusconi e il pappa e ciccia degli ultimi anni sino alla separazione in contrasto sulla scelta del Governo Monti (e che, guarda caso, la Lega vede come fumo negli occhi perché mina le proprie convenienze politiche in primo luogo). Solo così si spiegano i salvataggi della Banca Popolare di Lodi, di Radio Padania e della Padania, organo di partito leghista. Solo così si spiegano le leggi votate in Parlamento dalla Lega e dai suoi rappresentati a favore dei mafiosi e dei piduisti.
Oggi chi fa finta (dall'interno) di scoprire l'acqua calda del malcostume leghista dovrebbe chiedersi dov'era quando Belsito diventava tesoriere del partito, quando alcuni dei principali esponenti leghisti se ne andavano denunciando la deriva romana del partito, quando il nepotismo esplodeva con l'investitura del Trota a spese del contribuente. Che non si provino a rappresentare il "vento nuovo" o il rinnovamento!

Altrimenti torniamo al solito teatrino che serve solo ad alimentare il senso dell'antipolitica rispetto al quale, però, è forse il momento di cominciare a denunciare e a non più tollerare alcuni troppo facili luoghi comuni: se i politici sono "tutti uguali e tutti ladri" non vuol forse dire che gli elettori sono tutti colpevoli alla stessa maniera almeno di "omessa vigilanza"? In questo caso gli strumenti c'erano tutti per sapere da dove si partiva e dove si sarebbe andati a finire....

Massimo Molteni, Francesco Marchini

 
 
Partono le iniziative a sostegno di un progetto realistico di rara follia: aprire una sede per fare politica a San Giuliano Milanese. Mentre la vecchia politica si avvita su se stessa e sulle sue ruberie, noi lavoriamo per garantirci uno spazio di agibilità sociale, un luogo dove poter incontrare i cittadini, lasciare che si riuniscano le associazioni, offrire consulenza e servizi. Insomma un posto dove si faccia politica concreta.
Tutto questo ha un costo, si dirà. 
Certo, rispondiamo, ma è giusto e sacrosanto che questo costo lo sopportiamo tutti noi, volontariamente, anche al di là della nostra appartenenza politica o del nostro disinteresse alla politica. 
Uno sforzo comune che parte da questa cena venerdì 23 marzo al Bar Caribe, a San Giuliano, ma che proseguirà per tutto il 2012 perché a noi altri soldi che non siano i nostri proprio non arrivano.
Come al solito prezzo popolare di 20 euro, per i figli ci accordiamo.

Aiutaci anche prenotando per tempo: Bordoni 340.9043633, Cipolla 331.1355894, Flacco 349.1932253
infomail: sangiuliano@selmilano.it 

oppure iscriviti direttamente cliccando QUI


Visualizza Bar Caribe in una mappa di dimensioni maggiori
 
 
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Ben riuscita la serata del 7 marzo scorso, dove abbiamo fatto il punto del fallimento di Genia e delle prospettive che si aprono (o meglio, chiudono) per il futuro. Dopo un primo giro necessario per informare sugli ultimi avvenimenti (fallimento, rimborsi bollette, incarico del Comune per azione legale nei confronti di Genia SpA) si sono succeduti diversi interventi che hanno riguardato, ma non solo, la possibilità di cautelarsi per i rimborsi degli anticipi versati a Genia Energia. Non ci dilunghiamo in queste poche righe ma torneremo presto sull'argomento da questo sito anche per condividere tempi e modalità di costituzione dei cittadini per richiedere il rimborso. Tornate a trovarci nei prossimi giorni per avere la documentazione e le indicazioni necessarie per costituirsi come creditori.

 
 
Una grande partecipazione, una grande vittoria democratica. 
1151 votanti per un appuntamento tardivo e costruito in sole 3 settimane di campagna elettorale. 
Eppure le primare a Melegnano registrano una partecipazione senza precedenti, un risveglio dei cittadini nell'attenzione alla cosa pubblica.
Finisce con una vittoria netta di Pietro Mezzi, al quale facciamo sin da ora tutti i complimenti del caso. 
Non dimenticandoci però di ringraziare anche gli altri sfidanti che hanno concorso a far vivere la democrazia e la partecipazione. Un appuntamento che grazie al coraggio di chi l'ha voluto ha ricostruito l'unita del centro sinistra melegnanese.
L'ora è tarda ma la soddisfazione tanta.

I risultati in voti
Votanti 1151
Pietro Mezzi 553
Francesca Lembi 326
Roberto Sanzeni 270
 
 
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Il Tribunale di Lodi si è pronunciato nei giorni scorsi sulla richiesta di Concordato Preventivo per la società Genia Energia, interamente posseduta da Genia SpA. E' una sentenza per molti versi sconcertante ma, come sempre in questi casi, scritta in linguaggio estremamente difficile e criptico. Per i nostri affezionati lettori abbiamo pubblicato QUI il testo originale del provvedimento ma ci siamo anche esercitati nella traduzione e semplificazione della sentenza, che qui di seguito riportiamo con un una domanda di fondo che continua a tormentarci: oltre ai danni dei nostri politici, questi "tecnici" ne fanno mai una giusta?


Sentenza del Tribunale di Lodi in volgar linguaggio 
(i numeri corrispondono ai paragrafi del documento).

1) Posto che noi da fare ne abbiamo abbastanza visto che già a settembre 2011 ci avete presentato una proposta di ristrutturazione del debito “generica e indeterminata” e francamente anche noi lavoriamo.   


2) Visto che oggi tornate alla carica con un atto che si fonda sul recupero di un credito di 19,3 milioni Che Genia Energia ha verso Genia SpA, società che non sa neppure dove andare a sbattere la testa.  

3) In più ci raccontate la favola della vendita di Genia Energia, società che è sottoposta a un giudizio di legittimità per un ricorso al TAR (presentato dall’Amministrazione Comunale n.d.t.) e che la valutate 6 milioni la qual cifra ci fa dubitare della vostra intelligenza, dato che nel frattempo l’affitto del ramo d’azienda l’ha già svuotata e in più non c’è un pezzo di carta uno che dice che vale quei soldi o che qualcuno è disponibile a comprarla per la medesima cifra.   

4) E’ vero che proponete condizioni di favore per Eni.   

5) Ma tutta questa è aria fritta visto che non ci avede dato nessun accordo con i creditori e le vostre valutazioni ci paiono quantomeno di parte.   

6) Francamente tutto questo ci pare un po’ poco professionale e forse ci state anche prendendo un po’ per il naso quando dite che non avete presentato il piano di ristrutturazione di Genia SpA in attesa di sapere cosa succede di questo ricorso. E' vero esattamente il contrario: se non si sa cosa succede di Genia SpA non si sa neppure se ci sono i soldi per Genia Energia (vedi punto 2). Non solo, ma siccome ci avete detto due mesi fa che avreste presentato un piano di ristrutturazione del debito per Genia SpA e a oggi non l’avete ancora fatto, a noi, che non siamo proprio scemi, ci viene il dubbio che non sia accordo in tal senso.   

7) Quindi, visto che tocca a noi (e non ad altri) dire se questo simpatico castello di carte sta in piedi oppure no…   

8) Vi diciamo che proprio no, non sta in piedi perché non ci facciamo prendere in giro e non ci avete dato un argomento uno di concretezza.   

9) Visto poi che nel frattempo Genia Energia sprofonda sempre più nei debiti…   

10) E dato che la vostra proposta è così generica che non abbiamo tempo da perdere, né c’è ragione alcuna per perderne altro.   

11) Sentiti amici e parenti   

12) Vi diciamo che si tira giù la saracinesca.

 

    Genia, Istruzioni per l'uso

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